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LPN-Microcredito, Piemonte regione virtuosa: Incontro Baccini-Laus per promozione

Roma, 14 giu. (LaPresse) - Questa mattina si è svolto presso la sede del consiglio regionale del Piemonte un incontro tra il presidente dell'Ente nazionale per il microcredito, Mario Baccini, e il presidente del consiglio regionale, Mauro Laus alla presenza dell'assessore al lavoro, Giovanna Pentenero, e della delegata alle attività di microcredito regionale, Susanna Barreca.

"Nel nostro compito istituzionale di monitoraggio delle attività sul territorio - ha dichiarato Baccini - abbiamo avuto modo di registrare l'operosità della regione Piemonte nell'utilizzare lo strumento del microcredito. Siamo convinti che si possano sviluppare programmi sempre più sinergici per rafforzare le politiche territoriali partendo dalle nuove prerogative europee per uno sviluppo capillare del mercato del lavoro nell'area".

"La nostra regione ha sperimentato questo strumento - ha dichiarato Laus- ma siamo convinti che sia utile promuoverlo in modo radicale per sostenere una buona prassi che produce effetti tangibili sul nostro mercato occupazionale".

Ente Microcredito, vola il fondo di garanzia: 50 imprese in due mesi

Con 25 mila euro di prestito garantito si diventa microimprenditori

Grazie al Fondo di garanzia PMI e all'Ente di Stato per il microcredito nascono attività come funghi: in due mesi il progetto pilota nato in sinergia con la Bcc Roma ha sfornato già 50 nuovi microimprenditori

In Italia, negli ultimi tre anni, sono stati 22.600 gli utenti del microcredito. Negli stessi tre anni assommano a oltre 223 milioni di euro le risorse complessivamente anticipate a tali utenti, destinate per il 70% alla creazione di lavoro e per il restante 30% volte a coprire bisogni socio-assistenziali. Nel triennio 2011-2013 sono stati creati 20.220 posti di lavoro per 155,621 milioni di euro erogati per il microcredito produttivo. Per ciascun posto di lavoro creato si è sviluppato un moltiplicatore occupazionale di 2,43. Un effetto leva che può contribuire a sostenere i livelli occupazionali in modo molto significativo. Il progetto pilota che l’Ente sta portando avanti, partendo dal Lazio, ha sviluppato in soli due mesi già 50 nuove microimprese e sono oltre 150 le richieste in valutazione. Dunque in poco tempo sono circa 120 i posti di lavoro generati nella sola regione capitolina. Un progetto ambizioso quanto modulare che può essere replicato su tutto il territorio nazionale riducendo al minimo il rischio di flop.

Lo scopo di questa strategia attuata nel progetto sostenuto dall'Ente per il microcredito è creare un sistema economico basato sulla finanza etica che possa contrastare la dittatura del PIL con una cultura economica che crei benessere diffuso. In questo senso lo strumento microfinanziario si attesta come funzionale alle politiche di welfare che si contrappongono all'assistenza aliamo di stato. Il microcredito infatti non è né un prestito a fondo perduto, né un piccolo prestito ma un credito 'assistito' e produttivo nel senso che la legislazione (art.111del testo unico bancario) lo definiscono tale nella misura in cui il prestito sia garantito dai servizi ausiliari di assistenza e tutoraggio che permettono, appunto la creazione di imprese sane e l'erogazione di prestiti senza garanzie reali ma a valere sulle idee produttive di un soggetto, di un nuovo imprenditore.

L'Ente, che è l'istituzione che garantisce proprio la corretta erogazione di tali servizi, ne ha delineato delle linee guida per l'attuazione e in questo momento storico si trova anche a supplire la carenza di operatori che possano erogare in modo ottimale tali servizi. Il motivo è sostanzialmente economico: i servizi hanno un costo che non è sostenibile da organismi non statali, dunque il compito della 'mano pubblica' è quello di ottemperare a questa carenza intervenendo direttamente a servizio e tutela del cittadino. In questo periodo storico non è possibile disperdere fondi pubblici e lasciare che le aziende facciano default. È necessario intervenire per evitare un flop di stato e garantire sia i cittadini, che le nuove imprese che la gestione fruttifera dei soldi pubblici.

Ogni buona idea può trasformarsi in un'opportunità e in un microcredito per l'impresa. Ogni potenziale imprenditore ci sono 25mila euro per avviare la propria attività con il sostegno di un tutor che coadiuvi questa impresa. Non esistono vincoli di età per realizzare la propria attività, esistono delle norme che vengono prontamente spiegate sul sito microcredito.gov.it dove si trovano anche le testimonianze reali di chi ha già avuto accesso al microcredito. 

Fonte [Affari Italiani]

Emanate le linee di indirizzo per la prestazione dei servizi ausiliari obbligatori di assistenza e monitoraggio del Microcredito

Sono state emanate le linee guida di indirizzo per la prestazione dei servizi ausiliari obbligatori di assistenza e monitoraggio del Microcredito

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Avvocati in crisi? Arriva il microcredito per i professionisti che si specializzano in ADR

Pronto l'accordo per sostenere i professionisti "non bancabili": la firma attesa alla Camera dei Deputati.

Di crisi della giustizia e dell'avvocatura se ne sente parlare da tempo ma le soluzioni non sembrano dietro l'angolo. Il sistema giustizia oggi poggia ancora molto sul sistea del "contenzioso" che però non garantisce lavoro per tutti. Da qui la necessità di innovarsi e di innovare attraverso la professione declinata in altri ambiti della giustizia.

Una possibilità concreta per creare innovazione sociale "ripensando" la professione legale arriva dall'Osservatorio Nazionale dei Sistemi ADR e dall'Ente Nazionale per il Microcredito, i quali domani, 8 giugno, sigleranno un accordo presso la Camera dei Deputati per poi presentarlo alla stampa e alle categorie professionali presso la sala stampa di Montecitorio (inizio ore 14.30). L'accordo verrà firmato dall'onorevole Mario Baccini, presidente dell'Ente per il Microcredito e dal dott. Giammario Battaglia, vice presidente esecutivo dell'Osservatorio ADR, ente pubblico di ricerca e sviluppo sociale con particolare sensibilità verso il mondo della giustizia.

"Si tratta di un'occasione importante per i professionisti italiani in difficoltà e per gli avvocati non bancabili e auspichiamo un'ampia collaborazione anche degli Ordini Professionali" - sottolinea Francesca Tempesta, vicepresidente dell'Osservatorio. La possibilità di accedere ai micro finanziamenti sarà soggetta alla disponibilità degli avvocati di specializzarsi ed operare attivamente anche nel campo dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, i cosiddetti ADR, quali mediazione, negoziazione e arbitrato. 

Si tratta di dare una visione più imprenditoriale della professione capace di adeguarsi più velocemente alle innovazioni in campo comunicativo e tecnologico. Dai dati del CENSIS emerge infatti una fotografia impoverita dell'avvocato medio italiano, incapace di dotarsi di un sito internet e di utilizzare gli strumenti ICT. L'avvocato di oggi è poco competitivo e non conosce le regole del marketing. Spesso è anche unico titolare dello studio e poco incline a lavorare in team.

L'avvocato del futuro è invece un problem solver e a questo verrà istruito attraverso degli appositi percorsi guidati da tutor che avranno il compito di seguire il professionista sia nella richiesta del finanziamento sia nell'ottenere le dovute competenze in campo ADR. La prima regione italiana a sperimentare l'accordo sarà la Puglia, la quale realizzerà a breve percorsi formativi mirati tra i quali master universitari e corsi di formazione.

Fonte : http://it.blastingnews.com/

Microcredito Baccini rilancia l'Ente accordo strategico con le BCC.

L'azienda per cui lavorava Marinela ha chiuso e come liquidazione il suo ex datore di lavoro le ha lasciato tutta l'attrezzatura, le macchine da cucire. "Non mi restava che aprire la mia attivita'", racconta lei. Ma ottenere un finanziamento non e' facile per chi non e' "bancabile" ovvero non ha garanzie reali da offrire a un istituto di credito. La svolta per Marinela e' arrivata grazie al microcredito e, in particolare, al sistema promosso e integrato dall'Ente nazionale per il microcredito insieme alla Banca di credito cooperativo (Bcc) di Roma che utilizza il fondo centrale per le piccole e medie imprese: circa 30 milioni di euro con cui potrebbero essere avviate circa 1.500 nuove imprese (massimo 25 mila euro per azienda).

"E' la via italiana al microcredito - spiega Mario Baccini, presidente dell'Ente nazionale del microcredito, istituto che coordina, indirizza e monitora gli strumenti microfinanziari su delega della Presidenza del Consiglio in attuazione dell'articolo 111 del Testo unico bancario -. Grazie alla banca e al Fondo nazionale di garanzia abbiamo fatto in modo che un piccolo prestito potesse trasformarsi in microcredito". L'accordo è stato presentato a Roma nel corso di una manifestazione presso la Protomoteca, con un saluto iniziale del cardinale Giovan Battista Re e l'interve to del commissario al Comune di Roma, Francesco Paolo Tronca.

Come Marinela altre persone che non avevano accesso al credito hanno potuto chiedere un finanziamento e avviare un'impresa: Fulvio ha rilevato una gioielleria, acquistando la merce e gli strumenti per il laboratorio, Marco ha creato un service audio e luci, Angelo ha chiesto un prestito per la sua libreria, Serena ha avviato un'agenzia di viaggi ed eventi, Andrea Letizia ha aperto un bar. "Abbiamo percorso l'ultimo miglio che divideva il bisogno dalla sua soddisfazione - continua Baccini -. Trasformare il disagio in utilita', far si' che una persona disoccupata possa diventare un nuovo contribuente, un nuovo consumatore, un cliente per la banca". In poco piu' di un mese e mezzo, il nuovo progetto di Bcc ed Ente nazionale del microcredito ha permesso di finanziare solo nel Lazio 30 imprese. Cio' che distngue il microcredito dal credito ordinario e' l'attenzione alla persona, l'accoglienza, l'ascolto e il sostegno nella fase di pre-erogazione e in quella successiva, nonche' la particolare attenzione alla validita' e sostenibilita' del progetto. Proprio per questo una componente essenziale delle operazioni di microcredito (sia imprenditoriale che sociale) e' l'erogazione dei servizi non finanziari di assistenza e monitoraggio che il finanziatore e' tenuto a fornire al beneficiario direttamente o tramite enti specializzati per tutta la durata del prestito.

E' di questi giorni la presentazione da parte dell'Ente nazionale per il microcredito delle Linee di indirizzo sull'erogazione dei piccoli prestiti che hanno l'obiettivo di formalizzare le attivita' che i soggetti eroganti microcredito (banche e non solo) devono fornire a chi chiede il piccolo prestito (che e' coperto per l'80 per cento dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese). "Vogliamo prevenire il rischio di un aumento del tasso di insolvenza nei progetti di microcredito, perche' quelli del Fondo di garanzia sono soldi pubblici e vanno spesi bene - ha detto Baccini -. Bisogna selezionare il progetto da finanziare e monitorarlo negli anni, sostenendo l'imprenditore". In questo senso e' importante la figura del tutor che aiuta la persona ad avviare il progetto e ne controlla le varie fasi, "e' la persona che guarda negli occhi chi chiede il prestito e cerca di capire la sostenibilita' del progetto e se si tratta di microcredito d'impresa o sociale".

La vera differenza insomma, al di la' del finanziamento, la fanno i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio (previsti dall'articolo 111 del Testo unico bancario): "La legge dice che almeno 2 di questi servizi sono essenziali non che e' facoltativo darli - continua il presidente dell'Enm -. Tutoraggio e monitoraggio devono essere fatti personalmente e non on line, solo cosi' si puo' evitare il default o la mortalita' dell'azienda dopo i primi due anni". Il microcredito puo' essere sociale, se rivolto a soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico per consentirne l'inclusione sociale e finanziaria, o d'impresa se si rivolge a giovani, donne, disoccupati, migranti che intendono avviare o potenziare un'attivita' di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficolta' di accesso al credito bancario.

Il primo puo' essere finanziato con un massimo di 10 mila euro da restituire entro 5 anni, senza l'assistenza di garanzie reali, mentre per il secondo l'importo massimo e' di 25 mila euro per 7 anni, rimborsabili con rate al massimo trimestrali, senza garanzie reali ma con la possibilita' di accedere al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Tra il 2011 e il 2014 il microcredito all'impresa in Italia e' passato da 37 milioni di euro a oltre 120 con un tasso di incremento annuo dell'80%, "i dati del 2015 che stiamo elaborando mostreranno che nell'ultimo anno e' raddoppiato", mentre per quello sociale sono stati destinati in media circa 25 milioni di euro ogni anno. Con riferimento al 2014, meta' del volume complessivo delle operazioni e' stato erogato a iniziative di microcredito promosse dalle Regioni, il 37% su 4 iniziative a carattere nazionale e il rimanente 12% a un microcosmo di 95 programmi a carattere locale. Secondo i dati dell'Ente nazionale microcredito, ogni destinatario di microcredito produttivo sviluppa un effetto leva di 2,43 occupati. Cio' significa che per ogni microcredito concesso si da' origine a 2,43 posti di lavoro, compresi i percettori. Nel 2014 sono stati piu' di 13.800 i nuovi posti di lavoro creati per un totale di oltre 34 mila occupati nell'intero quadriennio 2011/2014.

 

Fonte : http://www.ilsussidiario.net

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L'Ente Nazionale per il Microcredito accoglie in questa sezione materiale selezionato proveniente dal mondo universitario - donde il nome 'academia', termine inglese mutuato dal latino - frutto della ricerca di punta sulla microfinanza. Si tratta principalmente di working paper su temi di attualità quali: la microfinanza 'verde', la microfinanza e le rimesse dei migranti, questioni etiche come la trasparenza e così via. Una selezione di scritti meno recenti ma classici completa la raccolta.

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