Francia

In Francia tradizionalmente la concessione dei prestiti è stata una prerogativa delle banche e delle altre istituzioni soggette alla stessa disciplina. E’ solo dal 2001 che anche le associazioni senza scopo di lucro possono fare delle operazioni di prestito a titolo oneroso per la creazione e lo sviluppo dell’impresa da parte di soggetti appartenenti alle fasce meno abbienti della società.

Alla base di tale svolta c’è la legge bancaria 2001-420 Nuove norme economiche (“Nouvelles Régulations Economiques”), che aggiunge il comma 5 all’articolo L L511-6 del Codice monetario e finanziario. Secondo il comma in questione, tra le istituzioni a cui il divieto relativo alle operazioni di credito non si applica, ci sono le “le associazioni senza scopo di lucro che elargiscono prestiti per la creazione e lo sviluppo dell’impresa da parte di soggetti disoccupati o titolari di aiuti economici facendo uso di fondi propri o prestiti bancari…”. Al perfezionamento dell’articolo hanno fatto seguito i decreti di attuazione n. 2002-652 del 30 aprile 2002 e, in applicazione dello stesso, il decreto del 3 luglio 2002, che pongono le associazioni di microcredito al di fuori della supervisione bancaria, previa autorizzazione e sotto la sorveglianza di un Comitato pluridisciplinare e pluriministeriale. Al fine di poter vedere riconosciuta l’autorizzazione ad operare, le associazioni devono soddisfare una serie di condizioni, tra cui l’esperienza nel supporto di progetti start-up e specifiche norme prudenziali.

Inoltre, il condizionamento dell’elargizione del prestito a soggetti che versano in situazione di particolare disagio allontana il problema di una possibile concorrenza tra con il settore bancario determinando, al contrario, una complementarità tra finanza e microfinanza.

La legge sulla coesione sociale del 2005, o Legge Borloo,ha fatto della promozione del microcredito una delle priorità delle politiche economiche e sociali del Paese, particolarmente attraverso il programma di supporto per lo sviluppo della microfinanza Sostenere lo sviluppo della microfinanza (“Soutenir le développement de la microfinance”). La Legge Borloo, nel riconoscere l’impresa quale strumento per combattere le piaghe sociali, favorisce fortemente l’auto-impiego e facilita l’accesso ai contributi per la creazione dello stesso. Tale legge ha anche portato alla creazione del Fondo di coesione sociale (FCS), gestito dalla “Caisse des Dépôts et Consignations”. Il Fondo promuove il microcredito attraverso il finanziamento di società che forniscono garanzie per attività di microcredito.

Tra i maggiori vantaggi dell’evoluzione normativa c’è la semplificazione della procedura di prestito. Secondo la Commissione Europea (2007), il tempo necessario per erogare un prestito è diminuito di 2,2 volte. Inoltre, la maggiore facilità di reperire informazioni sulle rate non pagate ha determinato una riduzione del rischio di monitoraggio da 10-60 giorni a 2 giorni. Ciò si traduce in un notevole decremento dei costi di back office e dunque in un notevole incremento delle attività. Negli ultimi tre anni, quindi a seguito dell’evoluzione della legislazione bancaria, l’ADIE ha elargito 20 177 crediti, che costituiscono una cifra importante, soprattutto se comparata con i 23 570 crediti amministrati dal 1990 al 2003.

Tale legge crea una nuova tipologia di microcredito in Francia : il c.d. microcredito sociale, ossia riservato al “consumo sociale”.

 

Romania

 

In Romania il settore del microcredito è regolato dalla legge n. 93/2009, che ha abrogato la legge n. 240/2005, attraverso la quale era stato creato il primo framework legislativo nel paese. la legge in questione consente alle NBFSS (non-bank financial institutions), ossia alle istituzioni di microfinanza non-banche di erogare credito e fornire servizi e prodotti microfinanziari.

Tutte le istituzioni microfinanziarie sono sottoposte alla vigilanza della banca centrale romena, anche se in forme differenti.

Le istituzioni di microfinanza sono dunque registrate presso la banca centrale e devono avere un capitale minimo di 200 mila euro.