La violenza si nasconde anche nel controllo delle tue finanze, in debiti contratti a tuo nome o in impegni finanziari non voluti: questa è violenza economica.
Il Microcredito di Libertà è uno strumento messo a disposizione dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri per ridare autonomia, dignità e facilitare l'accesso al credito alla donna che ha subito violenza e vuole essere libera di ricominciare.
A chi è rivolto:
- Donne vittime di violenza assistite da un Centro Anti Violenza (CAV), dai Servizi Sociali territoriali o ospiti in una Casa Rifugio.
- Donne regolarmente residenti in Italia.
Due opzioni di finanziamento a tasso zero (senza interessi):
- Microcredito Sociale: prestito fino a 10.000 euro restituibile in 5 anni, per superare una momentanea difficoltà economica e soddisfare una necessità primaria (non sono richieste garanzie).
- Microcredito Imprenditoriale: prestito fino a 50.000 euro restituibile in massimo 10 anni (garantito per l'80% da un Fondo pubblico), per trasformare la tua idea in un lavoro o in una microimpresa (individuale, società o cooperativa) con l'affiancamento di un Tutor.
Nota: Entrambi i finanziamenti sono compatibili con altri aiuti come il Reddito di Libertà o la NASpI, ma non possono essere richiesti contemporaneamente.
Come fare domanda:
Rivolgiti al tuo Centro Anti Violenza (CAV) o ai Servizi Sociali territoriali: ti accompagneranno nell'avvio del percorso[cite: 1]. L'Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) riceverà la domanda e ti affiancherà fino all'indirizzamento verso le banche convenzionate.
La domanda si può presentare entro il 31 agosto 2028 (salvo esaurimento fondi). Per maggiori informazioni visita il sito www.microcreditodiliberta.it o scrivi a progettomdl@microcredito-servizi.it.