Il messaggio del Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito

A oltre dieci anni dall’Anno Internazionale per il Microcredito promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (anno in cui nacque il primo embrione dell’odierno Ente Nazionale per il Microcredito), è interessante osservare come siano mutate la domanda e l’offerta credito inclusivo e le stesse politiche pubbliche di microcredito italiane, europee ed estere.

Oggi, diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno sviluppato una normativa ad hoc sul microcredito.

Nel caso italiano, sono individuati specifici requisiti qualitativi e quantitativi anche in riferimento ai servizi di assistenza al beneficiario.

Anche il tema della carenza di risorse ha trovato delle risposte: per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il nostro Paese ha dato una risposta in particolare con la legge 214/2011 art. 39 comma 7 bis e regolamenti attuativi, attraverso cui si costituisce una sezione speciale per il microcredito all’interno del Fondo centrale di garanzia (legge 662/1996). Per quanto concerne la capacità istituzionale e degli operatori, attraverso l’azione di capacity building l’ENM che ha tracciato le linee guida sull’utilizzo dei fondi strutturali e d’investimento europei che possono essere impiegati a sostegno dei micro operatori economici, rafforzando nel contempo le competenze dei quadri e dei dirigenti pubblici e degli operatori privati. Parallelamente, l’Europa ha dato il via al nuovo programma di assistenza tecnica agli erogatori di microcredito EaSI, continuando la progressiva implementazione del Codice di Condotta secondo una metodologia più attenta, rispetto alla precedente analoga iniziativa, alle specificità nazionali.

L’Italia ha dato un rilevante contributo alla definizione di un pacchetto integrato di microfinanza, avendo ingegnerizzato, anche in collaborazione con diversi organismi esteri europei prodotti quali la micro assicurazione, il microleasing, l’housing microfinance.

Nell’ambito delle politiche di cooperazione allo sviluppo, il microcredito continua ad essere utile strumento di sviluppo, diplomazia preventiva e mitigazione dei flussi migratori. Il Consiglio Europeo lo ha riconosciuto anche di recente nei documenti programmatici che escono dagli incontri della Valletta, che vedono nel sostegno alla piccola e microimpresa dei paesi di origine dei migranti la via per contrastare in modo efficace e non repressivo l’emigrazione irregolare ed incontrollata.

L’Unione Europea ha oggi strutturato un’offerta integrata di programmi ed iniziative:

  • Microfinanza e impresa sociale, nell’ambito del programma per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale;
  • EaSI Technical Assistance;
  • La Financial Instruments Technical Advisory Platform (FI-TAP), che integrerà anche JASMINE;
  • La Platform of Advisory Services under 2014-2020 Esif and EaSI (FI-Compass)
  • Il Codice di Buona Condotta per gli erogatori di microcredito

Offerta che costituisce un utile contributo al lavoro che gli Stati membri devono continuare a fare, e a loro volta rafforzare, a beneficio dell’economia locale.

Soprattutto, il microcredito ha trovato la sua precisa e ben definita connotazione quale strumento di welfare innovativo, basato su una stretta e sostenibile collaborazione pubblico-privata, dove ciascuno degli attori opera a sostegno del migliore equilibrio tra sostenibilità finanziaria, sviluppo economico ed obiettivi sociali.

Alla definizione di questo nuovo attuale quadro hanno contributo fortemente gli input pervenuti dai partecipanti alle precedenti edizioni del Forum (FEM 1 e 2): rappresentati istituzionali giunti da tutta l’Europa, le autorità di gestione dei fondi europei, gli erogatori, gli esponenti delle più prestigiose organizzazioni finanziarie e microfinanziarie, il privato sociale.

A loro va il mio ringraziamento e l’invito ad essere nuovamente presenti a questa terza edizione, in cui ci sarà modo di illustrare nel dettaglio come l’Ente Nazionale per il Microcredito ha lavorato quotidianamente per raggiungere gli obiettivi individuati insieme dal sistema degli operatori europei nel FEM 1 e nel FEM 2, ed assumermi un nuovo impegno a continuare a operare in futuro per implementare e tradurre in risultati concreti e misurabili ciò che emergerà nei prossimi lavori congiunti.

Mario Baccini