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Il sistema di Microcredito

Quali sono le principali funzioni/attribuzioni dell’Ente Nazionale per il Microcredito?

Qual è la mission dell’Ente? E la sua vision?

A quali categorie di soggetti si rivolge l’Ente?

Come si articola la strategia dell’Ente?

Quali sono i principali progetti/attività realizzati?

Quali sono le caratteristiche del microcredito?

Chi eroga i servizi di assistenza e monitoraggio?

Come si accede al microcredito?

Come interviene il Fondo di garanzia sulle operazioni di microcredito?

Cosa si intende per microfinanza?

Il microcredito è uno strumento di “finanza etica”?

Qual è il mercato del microcredito in Italia?

 

L’Ente Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico che esercita importanti funzioni in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale. In particolare:

  • promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea e delle attività microfinanziarie realizzate a valere sui fondi comunitari;
  • monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza;
  • promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione. 

L’Ente deriva direttamente dal “Comitato Nazionale Italiano per il Microcredito”, costituito nel 2004 quale organo preposto all’organizzazione degli eventi relativi al “2005-Anno internazionale del microcredito”, proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzioni ONU 53/197 e 58/221) al fine di favorire la realizzazione degli Obiettivi del Millennio. Dopo essere stato trasformato in “Comitato Permanente” dalla Legge 11 marzo 2006, n. 81, è stato infine costituito in ente pubblico non economico dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, patrimoniale, contabile e finanziaria, ai sensi della legge 12 luglio 2011, n. 106.

Sulla base delle disposizioni normative succedutesi nel tempo, l’Ente svolge funzioni di promozione e coordinamento delle iniziative di microcredito e microfinanza realizzate o da realizzarsi a livello nazionale ed europeo, nonché nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie in transizione. In particolare:

  • ai sensi della legge 106 del 12 luglio 2011 art. 1 comma 4 bis: funzioni di ente coordinatore nazionale con compiti di promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti microfinanziari promossi dall’Unione Europea, nonché delle attività microfinanziarie realizzate a valere su fondi dell’Unione Europea;
  • ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 luglio 2010 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20 settembre 2010): compiti operativi di monitoraggio e valutazione di tutte le iniziative italiane di microcredito e microfinanza;
  • ai sensi della legge 24 dicembre 2007 n. 244, art.2, commi 185-187: ruolo di promozione, prosecuzione e sostegno ai programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione (microfinanza per la cooperazione), in sinergia con il Ministero degli Affari Esteri.

Un’altra importante attribuzione dell’Ente è quella prevista dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, art. 39, comma 7-bis, che ha disposto che una quota delle disponibilità finanziarie del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese sia riservata ad interventi di garanzia in favore del microcredito, da destinare alla microimprenditorialità. In tale contesto, all’Ente è attribuita la facoltà di stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati per alimentare le risorse della quota del Fondo riservata al microcredito e di svolgere attività di informazione, supporto, formazione, consulenza tecnica e tutoring in favore dei promotori e degli operatori territoriali di microcredito. 

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 luglio 2010 Legge 22 dicembre 2011, n. 214, art. 39, comma 7-bis

Qual è la mission dell’Ente? E la sua vision? 

Mission

La mission dell’Ente è quella di favorire l’accesso al credito delle microimprese e delle categorie sociali maggiormente svantaggiate, attraverso la promozione degli strumenti della microfinanza, l’assistenza tecnica, la ricerca, la formazione, la diffusione di buone pratiche.

Vision

Caratterizzato da una visione etica della finanza, l’Ente intende rappresentare il principale punto di riferimento per le pubbliche amministrazioni e gli stakeholders interessati allo sviluppo del microcredito in Italia e in Europa, nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie in transizione. 

La mission dell’Ente Nazionale per il Microcredito è orientata al sostegno di iniziative volte a favorire lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo, nonché la lotta alla povertà e l’inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite “non bancabili” a causa della mancanza o carenza di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale.

Tale mission si inserisce in una visione etica della finanza, che considera l’attività finanziaria (e quindi l’uso del denaro) come mezzo e non come fine, avendo a riferimento la promozione umana e sociale degli individui. In base a tale visione, l’Ente vede il microcredito non come una forma di “assistenzialismo” o di “beneficienza”, ma come un vero e proprio prestito finalizzato allo sviluppo di progetti imprenditoriali o alla realizzazione di progetti mirati al miglioramento delle condizioni di vita personali o familiari delle fasce deboli della popolazione .

Per l’Ente, quindi, il microcredito deve favorire un uso oculato e razionale delle risorse finanziarie, senza però ripudiare i meccanismi di base della finanza stessa (come l’intermediazione, la raccolta, il prestito), ma riformulandone i valori di riferimento (la persona e non il capitale, l’idea e non il patrimonio, l’equa remunerazione dell’investimento e non la speculazione).

Il microcredito, per l’Ente, deve sostenere sia quelle attività imprenditoriali che producono sul territorio un beneficio sociale e ambientale sia quelle che si muovono in un’ottica di sviluppo umanamente ed ecologicamente sostenibile, come quelle del settore non-profit, la cooperazione sociale ed internazionale, le attività culturali e artistiche, l’agricoltura biologica, ecc. In questa direzione, l’Ente promuove un concetto di microcredito moderno e idoneo ad affrontare problematiche di tipo sociale ed occupazionale, tanto da individuare nel microcredito un’opportunità per attivare una nuova forma di welfare.

In definitiva, l’Ente esercita un’azione concreta e pragmatica nello sviluppo di qualità umane e professionali: la sua azione di sistema va oltre il microcredito e la microfinanza intesi quali insieme di servizi e prodotti finanziari per le fasce sociali svantaggiate, per favorire la nascita di un nuovo tessuto sociale ed economico fondato su responsabilità personale e spirito imprenditoriale. 

 

A quali categorie di soggetti si rivolge l’Ente?

 L’Ente Nazionale per il Microcredito si rivolge a tutti i soggetti – profit o non-profit, pubblici o privati – impegnati nello sviluppo di programmi di microcredito a favore di microimprenditori o di soggetti svantaggiati: pubbliche amministrazioni, banche, confidi e altri intermediari finanziari, enti del terzo settore, università, camere di commercio, associazioni, fondazioni, ecc. Con tali soggetti l’Ente sviluppa progetti di microcredito e microfinanza, anche a valere sui fondi europei, nazionali e regionali.

 

 Stato e Regioni    Lo Stato e le Regioni definiscono le misure di microcredito per i territori di propria competenza, stanziano le relative risorse anche in regime di cofinanziamento con i fondi comunitari e promuovono il partenariato economico e sociale.
Enti pubblici e Camere di commercio    Gli Enti pubblici e le Camere di commercio perseguono il loro scopo istituzionale favorendo lo sviluppo economico del territorio. Possono costituire fondi di garanzia ed erogare servizi di assistenza, monitoraggio e tutoraggio ai beneficiari del microcredito. Possono inoltre mettere a disposizione le loro reti e l’operatività territoriale per la diffusione, la promozione dei programmi di microcredito.
Associazioni di categoria    Le Associazioni di categoria delle Pmi portano all’attenzione dei diversi soggetti coinvolti nella “filiera” le problematiche gestionali e finanziarie delle piccole realtà imprenditoriali e, quindi, orientano al meglio le finalità, il target e la struttura operativa dei programmi di microcredito. Rappresentano, inoltre, dei qualificati tutor di microcredito. 
Fondazioni    Le Fondazioni, bancarie e non bancarie, possono supportare efficacemente la realizzazione dei programmi di microcredito attraverso la costituzione di fondi di garanzia dedicati.
Banche e Intermediari finanziari    Le banche e gli altri intermediari finanziari sono i soggetti che valutano in ultima istanza le domande di microcredito e provvedono all’erogazione del prestito e all’incasso delle rate di ammortamento. Attraverso il microcredito intercettano un target di clientela marginale ma con un elevato potenziale di sviluppo. Il microcredito, inoltre, rappresenta uno strumento utile per caratterizzare il profilo etico e sociale della banca e per rafforzare il proprio legame con il territorio.
Confidi    Gli intermediari di garanzia (i confidi) sono i soggetti maggiormente qualificati a gestire fondi di garanzia per il microcredito e a svolgere i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio ai microimprenditori.
Terzo settore   Anche gli enti non-profit e gli altri organismi del terzo settore sono soggetti specializzati nell’erogazione dei servizi di assistenza, monitoraggio e tutoraggio ed hanno uno specifico orientamento per l’inclusione sociale e finanziaria delle persone cosiddette “non bancabili”. Hanno inoltre una spiccata capacità ad entrare in contatto con i potenziali beneficiari del microcredito ed assisterli per tutta la durata del prestito. 
Università   Le Università ed in particolare le Facoltà e i Dipartimenti ad indirizzo turistico ed economico possono sviluppare ricerche a carattere scientifico, tesi di laurea, project work ed esplorare nuovi strumenti ed ambiti sui temi del microcredito e della microfinanza. Possono inoltre inserire tali materie all’interno dei propri programmi di studi, favorendo nuove opportunità professionali. 

 

Il lavoro coordinato di tutti questi soggetti dà luogo a quello che si può definire un vero e proprio “sistema microcredito”.

 

Sistema Microcredito

Come si articola la strategia dell’Ente?

La strategia dell’Ente si articola su tre aree d’intervento:

A. Area creditizia: progettazione di interventi microfinanziari mirati al rafforzamento delle capacità della pubblica amministrazione, al rafforzamento dell’azione di sistema e al monitoraggio delle iniziative pubbliche e private del microcredito.

B. Area tecnica: iniziative di formazione, ricerca e assistenza volte a sostenere programmi di microcredito e microfinanza;

C. Area promozionale: promozione legislativa, creazione di reti, diffusione della cultura microfinanziaria. 

 La strategia dell’Ente si sviluppa tanto a livello nazionale (microfinanza domestica) quanto a livello internazionale e, in particolare, a favore dei Paesi in via di sviluppo e delle economie in transizione (microfinanza per la cooperazione internazionale), in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e in sintonia con le politiche di cooperazione internazionale adottate dall’Italia.

Nell’ambito delle aree creditizia, tecnica e promozionale l’Ente sviluppa iniziative progettuali, formative, di ricerca e di assistenza che, in modo indiretto, favoriscono l’accesso al microcredito da parte di microimprenditori e di soggetti svantaggiati. Va sottolineato, infatti, che l’Ente non è un intermediario finanziario abilitato all’esercizio del credito e, pertanto, non eroga fondi in linea diretta ma crea le condizioni per favorire l’accesso al credito da parte dei soggetti target.

 Tra le principali iniziative strategiche dell’Ente si segnalano le seguenti:

  • sviluppo – anche per mezzo di fondi messi a disposizione da dall’Unione Europea, dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali, nonché da operatori privati – di progetti volti a sostenere la realizzazione di investimenti da parte di microimprese e cooperative o l’inclusione finanziaria di persone fisiche in stato di povertà o comunque non in grado di accedere al credito bancario;
  • sviluppo di modelli e strumenti di microcredito e microfinanza;
  • valutazione della performance sociale dei programmi pubblici e privati rivolti ai microimprenditori;
  • sensibilizzazione, formazione e capacity building delle pubbliche amministrazioni e degli operatori di microcredito;
  • informazione mirata al target di riferimento sugli strumenti microfinanziari;
  • promozione di community di soggetti interessati al sistema microcredito;
  • sviluppo e diffusione della cultura microfinanziaria.

Quali sono i principali progetti/attività realizzati?

L’Ente ha realizzato un’ampia serie di progetti e iniziative in materia di microcredito e microfinanza, in collaborazione con pubbliche amministrazioni a livello nazionale , regionale e locale, nonché con soggetti privati del terzo settore quali banche ed enti non-profit: progetti di capacity building, sensibilizzazione, monitoraggio e valutazione, corsi di formazione, stages, pubblicazioni specialistiche, servizi di assistenza tecnico-gestionale alle istituzioni di microfinanza, promozione legislativa sul microcredito, creazione di reti, convegni e forum internazionali.

PROGETTAZIONE

I progetti dell’Ente sono mirati al rafforzamento delle capacità della pubblica amministrazione, al rafforzamento dell’azione di sistema e al monitoraggio delle iniziative pubbliche e private del microcredito.

Questi i più recenti progetti realizzati: 

  •  Capacity Building sugli strumenti finanziari di microcredito Obiettivo: rafforzare le competenze della pubblica amministrazione in materia di microcredito e creare i necessari partenariati con tutti gli operatori del settore.
  • Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al microcredito ed alla microfinanza Obiettivo: Monitorare e valutare le iniziative di microcredito attivate in Italia a sostegno dell’occupazione e dell’integrazione sociale dei soggetti esclusi dall’accesso al credito.
  • Microcredito e Servizi per il lavoro Obiettivo: creazione di sportelli informativi per il microcredito presso i servizi pubblici per l’impiego, i comuni e le camere di commercio delle regioni "Convergenza".
  • A.MI.CI - Accesso al Microcredito per i Cittadini Immigrati Obiettivo: Istituzione e animazione di una rete di soggetti pubblici, privati e del non-profit che operano per l’integrazione dei cittadini immigrati, con specifico riferimento alla microimprenditorialità; definizione di un modello condiviso di accesso al microcredito.
  • Microcredito Donna per la creazione di microimprese Obiettivo: Creazione delle attività di imprenditoria femminile legate al microcredito.
  • MICRO-WORK: fare rete per il microcredito e l’occupazione Obiettivo: realizzare una rete di sportelli informativi sul microcredito da attivare presso i Centri per l’impiego in tutte le regioni italiane.
  • Il microcredito per la microimpresa turistica Obiettivo: sensibilizzazione di stakeholders, attori istituzionali ed economici di filiera turistica delle Regioni Convergenza attraverso la promozione e diffusione della conoscenza degli strumenti di microcredito e di microfinanza.

FORMAZIONE

La formazione costituisce una delle attività principali realizzate dall’Ente e rappresenta un importante elemento per la definizione di una “via italiana alla microfinanza”. La formazione è finalizzata alla creazione di professionisti capaci di diventare interpreti autentici della cultura microfinanziaria nelle sue molteplici declinazioni territoriali e culturali ed è rivolta sia a soggetti che operano presso istituzioni di microfinanza, che a soggetti il cui core business non è quello microfinanziario (istituzioni pubbliche, soggetti del terzo settore o del settore privato) ma che intendono sviluppare al proprio interno delle unità specializzate nel settore della microfinanza. Tale attività, che viene realizzata attraverso master, corsi d’alta formazione, workshops, seminari e stages, approfondisce gli aspetti legali, culturali, economici e relazionali della microfinanza.

RICERCA

Attraverso l’attività di ricerca, l’Ente crea strumenti di analisi e applicativi specifici, utili alla definizione di una “via italiana al microcredito”. La ricerca riguarda principalmente le seguenti aree: lo stato dell‟arte della microfinanza in Italia; modelli di analisi di fattibilità; modelli di governance; realizzazione e monitoraggio dei piani di business; aspetti di assistenza tecnica funzionali all’inclusione finanziaria. Per rafforzare questa attività ritenuta fondamentale nell’ottica dello sviluppo futuro e della risposta alle principali sfide moderne, è stato istituito nel 2014 un Centro Studi e Progettazione interno all’Ente con il compito specifico di individuare, proporre e realizzare iniziative speciali sulle tematiche della microfinanza. 

ASSISTENZA

La ricerca così orientata, insieme ai relativi output, è resa funzionale sia ad azioni formative dedicate agli operatori del settore, che all’offerta di servizi di assistenza tecnico-gestionale alle istituzioni di microfinanza che ne facciano richiesta all’Ente. Con riguardo alla gestione delle fasi di progetto, l’Ente sostiene, direttamente o attraverso il proprio network, le istituzioni di microfinanza che ne facciano richiesta, attraverso assistenza nei seguenti ambiti: realizzazione di studi di fattibilità; identificazione di partners locali; selezione del personale destinato a progetti di microfinanza; monitoraggio e valutazione dei progetti. Particolare importanza, in questo ambito, riveste la definizione dei servizi ausiliari si assistenza e monitoraggio del microcredito che, anche ai sensi della specifica normativa, rappresentano una delle componenti fondamentali delle operazioni di microcredito.

PROMOZIONE LEGISLATIVA 

L’Ente Nazionale per il Microcredito ha contribuito in modo fattivo alla promozione istituzionale in materia legislativa a livello italiano, comunitario e internazionale. In particolare ha collaborato con la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze per la riforma del Titolo V del Testo Unico Bancario che, all’art. 111 ha introdotto una specifica disciplina giuridica del microcredito il microcredito nel nostro Paese. A seguito dell’emanazione di tale legge, l’Italia riconosce ufficialmente un nuovo intermediario finanziario, l’operatore di microcredito, riaffermando il valore di questo importante strumento per la lotta all’esclusione finanziaria. L’Ente ha altresì promosso l’approvazione della legge 214/2011 art. 39 comma 7-bis, che prevede che una quota delle disponibilità finanziarie del Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese venga riservata ad interventi di garanzia in favore del microcredito.

CREAZIONE DI RETI

L’Ente si pone come interlocutore istituzionale razionalizzante delle numerose iniziative a carattere di inclusione sociale e finanziaria, al fine di minimizzare la dispersione di risorse e di energie profuse dalle diverse istituzioni e dai numerosi operatori e di delineare una strategia unitaria del “sistema-Italia”. In tale prospettiva, l’Ente promuove iniziative di networking volte ad estendere e rafforzare i legami tra operatori – profit e non profit – e le istituzioni del settore.

DIFFUSIONE DELLA CULTURA MICRO FINANZIARIA

L’Ente realizza un’intensa attività di diffusione della cultura microfinanziaria, attraverso iniziative convegnistiche dirette o promosse da altre istituzioni. Tra le iniziative di maggiore importanza, la conferenza organizzata in concomitanza con la pubblicazione e diffusione del “Rapporto sulla microfinanza italiana” e il “Forum Europeo della Microfinanza”, in partnership con la Commissione Europea, che rappresenta un importante momento di riflessione, confronto e dibattito tra gli operatori della microfinanza e del microcredito e gli esponenti della pubblica amministrazione.

Quali sono le caratteristiche del microcredito?

Il microcredito è uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non si tratta semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si manifesta con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto.

Il microcredito è rivolto non solo ai soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico (il cosiddetto “microcredito sociale”) ma anche a coloro, in particolare giovani, donne, disoccupati, immigrati, ecc., che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficoltà di accesso al credito bancario (il cosiddetto “microcredito imprenditoriale”).

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei ad aver dato una base giuridica al microcredito, che è disciplinato:

  • dagli articoli 111 e 113 del Testo Unico Bancario (TUB);
  • dal decreto attuativo del Ministro dell’economia e delle finanze n. 176 del 17 ottobre 2014.

Queste sono, ai sensi di tale normativa, le principali caratteristiche del “microcredito imprenditoriale”:

  • Importo massimo: 25.000 euro (elevabile in determinati casi a 35.000 euro).
  • Durata massima: 7 anni (elevabile in alcuni casi a 10 anni).
  • Modalità di rimborso: rate con cadenza al massimo trimestrale.
  • Garanzie: nessuna richiesta di garanzie reali e possibilità di accesso gratuito alla garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le PMI.

Per quanto riguarda il “microcredito sociale”, l’importo massimo è stabilito in 10.000 euro da restituire al massimo in cinque anni, senza l’assistenza di garanzie reali.

Componente fondamentali delle operazioni di microcredito, nel caso sia del microcredito imprenditoriale sia del microcredito sociale, è l’erogazione dei cosiddetti “servizi non finanziari” di assistenza e monitoraggio, che il soggetto finanziatore è tenuto a fornire al beneficiario, direttamente o tramite enti specializzati, per tutta la durata del prestito.

Grazie ai servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio, il microcredito riesce ad essere uno strumento finanziario più vicino alle persone: questi servizi, adattati a ogni singolo caso, riescono a far sentire le persone beneficiarie del credito coinvolte e responsabilizzate, permettendo la formazione di una vera e propria cultura finanziaria che è il segreto del successo del microcredito. E’ infatti sperimentato, anche a livello internazionale, che i programmi di microcredito assistiti da servizi di accompagnamento, sono quelli con migliori performances nella restituzione dei prestiti. I servizi non finanziari contribuiscono a superare le “asimmetrie informative” e quindi a ridurre il rischio del finanziamento.

Chi eroga i servizi di assistenza e monitoraggio?

I servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio al microcredito sono erogati dal soggetto finanziatore (banca, intermediario finanziario, operatore di microcredito) in forma diretta oppure avvalendosi di soggetti terzi. L’Ente Nazionale per il Microcredito è specializzato nella prestazione di tali servizi, che eroga direttamente o tramite l’affidamento, in tutto o in parte, a soggetti accreditati o verificati dallo stesso Ente.

Come previsto dal decreto n. 176 del 2014, i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio al microcredito devono essere erogati – in fase istruttoria e durante il periodo di rimborso del prestito – a favore sia delle microimprese beneficiarie dei prestiti destinati ad investimenti aziendali (microcredito imprenditoriale) sia delle persone fisiche che si trovano in stato di esclusione finanziaria (microcredito sociale).

In particolare:

  1. per il microcredito imprenditoriale devono essere prestati almeno due dei seguenti servizi: 
    • supporto alla definizione della strategia di sviluppo del progetto finanziato e all’analisi di soluzioni per il miglioramento dello svolgimento dell’attività;
    • formazione sulle tecniche di amministrazione dell’impresa, sotto il profilo della gestione contabile, della gestione finanziaria, della gestione del personale;
    • formazione sull’uso delle tecnologie più avanzate per innalzare la produttività dell’attività;
    • supporto alla definizione dei prezzi e delle strategie di vendita, con l’effettuazione di studi di mercato;
    • supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali e amministrativi e informazioni circa i relativi servizi disponibili sul mercato;
    • con riferimento al finanziamento concesso per la partecipazione a corsi di formazione anche di natura universitaria o post-universitaria, supporto alla definizione del percorso di inserimento nel mercato del lavoro;
    • supporto all’individuazione e diagnosi di eventuali criticità dell’implementazione del progetto finanziato.
  2. per il microcredito sociale devono essere prestati i seguenti servizi per l’intera durata del piano di rimborso del prestito:
    • servizi ausiliari nella gestione del bilancio familiare, in grado di fornire ai debitori informazioni utili a migliorare la gestione dei flussi delle entrate e delle uscite.

Come si accede al microcredito?

Nel panorama italiano operano diverse tipologie di soggetti, pubblici e privati, promotori di programmi di microcredito. Sul lato pubblico esistono programmi promossi dall’Unione Europea, dallo Stato, dalle Regioni e da altri enti locali e territoriali come i Comuni, le Province e le Camere di Commercio. Sul lato privato operano soprattutto le banche, le fondazioni bancarie e non bancarie ed i soggetti appartenenti al terzo settore. Esistono, inoltre, particolari strumenti di agevolazione volti a favorire l’accesso al microcredito erogato dalle banche, come i fondi di garanzia costituiti da amministrazioni pubbliche regionali e locali e, soprattutto, il Fondo di garanzia per le PMI istituito dallo Stato che, nei confronti del microcredito, opera con criteri di accesso fortemente semplificati.

L’Unione Europea, al fine di sostenere lo sviluppo dei Paesi membri, si avvale di diverse tipologie di strumenti finanziari che riguardano anche il microcredito: 

  • i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE), gestiti a livello nazionale e regionale;
  • i Fondi diretti, gestiti direttamente dalla Commissione Europea o dalle Agenzie da essa delegate.

I Fondi SIE – in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE) – intervengono attraverso Programmi Operativi Nazionali e Regionali che prevedono tra l’altro azioni per lo sviluppo economico e sociale rivolte in particolare alle micro, piccole e medie imprese. Nell’ambito di tali azioni sono spesso previste misure volte a incentivare lo strumento del microcredito. Le microimprese, vi possono accedere attraverso bandi regionali pubblicati sui siti internet delle Regioni stesse.

I Fondi diretti possono essere rivolti all’insieme delle PMI ovvero in modo specifico alle microimprese. Uno dei principali Programmi rivolti all’insieme delle PMI è COSME-Competitività delle PMI che, per il periodo 2014-2020 dispone di una dotazione finanziaria di 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, il Programma di maggiore interesse per le microimprese è EaSI-Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale, le cui risorse ammontano a 919 milioni di euro, che comprende l’Asse Progress Microfinance volto ad aumentare la disponibilità di microcredito per chi desidera creare o sviluppare una microimpresa. A tali Programmi le imprese possono accedere sulla base di specifici bandi pubblicati dalla Commissione Europea.

A livello statale, il principale strumento di accesso al microcredito è senza dubbio la garanzia pubblica concedibile a valere sul Fondo di garanzia per le PMI, sulla base di una specifica normativa recentemente introdotta dal Ministero dello sviluppo economico che ha disposto una forte semplificazione delle procedure di accesso per il microcredito e lo stanziamento di apposite risorse. La garanzia sulle operazioni di microcredito può essere richiesta direttamente dalle microimprese interessate tramite una procedura on line, ovvero dalla banca finanziatrice (vedi approfondimenti nella prossima scheda).

Per saperne di più:

Altri programmi di microcredito sono promossi, soprattutto a livello locale, da amministrazioni pubbliche e da associazioni, fondazioni, banche ed organismi del terzo settore. Complessivamente, si stima che al 31 dicembre 2013 erano attive in Italia circa 190 iniziative di microcredito.

Come interviene il Fondo di garanzia sulle operazioni di microcredito?

Le microimprese destinatarie di un microcredito imprenditoriale (sono esclusi, in questo caso, i destinatari del microcredito sociale) possono accedere con criteri molto semplificati agli interventi del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, sulla base di una particolare normativa recentemente introdotta dal il Ministero dello sviluppo economico. A tal fine, il Ministero ha anche istituito una specifica riserva di risorse finanziarie.

Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese è uno strumento messo a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per sostenere lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese italiane riconoscendo una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti concessi dalle banche e da altri intermediari finanziari.La concessione della garanzia del Fondo, riducendo il rischio della banca, accresce la possibilità di accesso al credito.

Pertanto, l'intervento del Fondo mediante la concessione di una garanzia pubblica sulle operazioni di microcredito ha lo scopo di sostenere l'avvio e lo sviluppo della microimprenditorialità ei cosiddetti “non bancabili” favorendone l'accesso alle fonti finanziarie.

A tal fine, il Ministero dello sviluppo economico, con i decreti del 24 dicembre 2014 e del 18 marzo 2015, ha integrato le disposizioni operative del Fondo introducendo, per la garanzia del microcredito, criteri di accesso significativamente semplificati e la possibilità per l'impresa di effettuare la prenotazione on line.

L’impresa può chiedere direttamente la garanzia tramite una procedura telematica molto semplice, attraverso il sito www.fondidigaranzia.it. Ottenuta la garanzia, entro 5 giorni l’impresa deve trovare una banca o un altro intermediario disposto a concedere il finanziamento e a confermare la prenotazione on line. Dopo la conferma della garanzia, entro 60 giorni il soggetto finanziatore deve presentare la richiesta di garanzia al Fondo.

In alternativa, l’impresa può presentare la domanda di microcredito ad una banca o ad un altro intermediario finanziario che, in caso di valutazione positiva, inoltrerà al Fondo la richiesta di garanzia.

Per le richieste di garanzia inoltrate on line dagli interessati, la disponibilità è attualmente di 30 milioni di euro, cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati da enti, associazioni, società o singoli cittadini. Le garanzie sulle operazioni di microcredito richieste dalle banche e dagli intermediari finanziari sono coperte dalle disponibilità complessive del Fondo, che sono pressoché illimitate.

Il Fondo garantisce fino all’80% dell’operazione di microcredito. La garanzia è gratuita e viene concessa senza alcuna valutazione economico-finanziaria perché il merito di credito è valutato dalla banca, che può accogliere o respingere la domanda di finanziamento.

Cosa si intende per microfinanza?

Il microcredito è il principale prodotto della microfinanza, ma non l’unico. Nel più ampio concetto di microfinanza rientrano altri prodotti e servizi finanziari che congiuntamente al microcredito, oppure in alternativa ad esso, possono risultare di specifico interesse per le microimprese e gli altri soggetti destinatari.

In senso generale, la microfinanza consiste nell’offerta di prodotti e servizi finanziari a clienti che, per la loro condizione economico-sociale, hanno difficoltà di accesso al settore finanziario tradizionale. Secondo la definizione fornita dall’ONU, “la microfinanza si riferisce a prestiti, risparmi, assicurazioni, servizi di trasferimento, prestiti di microcredito e altri prodotti finanziari destinati a clienti a basso reddito”.

Inizialmente diffusa soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (in particolare per prodotti come la microassicurazione) la microfinanza si sta sviluppando rapidamente anche nei Paesi occidentali. Oltre al microcredito – che rappresenta il principale, ma non unico, strumento di microfinanza – si segnalano:

  • le micro-assicurazioni: piccole assicurazioni sulla vita, malattia, incidenti, disastri naturali, furto, volatilità dei prezzi delle merci, ecc, per microimprenditori, famiglie ed altri soggetti che, per la loro condizione economico-sociale, non riescono ad accedere all’offerta del settore assicurativo tradizionale;
  • il micro-leasing: leasing su piccola scala per esigenze aziendali, che consente anche ai più piccoli imprenditori di realizzare investimenti senza la necessità di disporre di un capitale proprio o di un capitale di credito
  • l’housing microfinance: microcredito alle famiglie, alle microimprese e ai piccoli risparmiatori concesso al fine di apportare miglioramenti o ampliamenti alle proprie abitazioni;
  • il micro-risparmio: possibilità di aprire conti correnti in cui depositare i propri risparmi;
  • i sistemi di pagamento: metodi di pagamento sicuri, come bancomat e carte di credito;
  • la canalizzazione delle rimesse: servizi che consentono un facile trasferimento dei flussi di denaro inviati dagli immigrati verso le loro terre di origine.

In sintesi, la microfinanza può essere definita con riferimento a due driver:

  1. carattere di non bancabilità o di scarsa bancabilità (ridotto merito creditizio) dei beneficiari, che sono da individuare non solo nei soggetti “poveri”, ma in tutti i soggetti esclusi dal sistema finanziario classico o formale (il target tipico del microcredito può essere preso come riferimento anche per gli altri prodotti di microfinanza);
  2. importo contenuto delle operazioni. Questo secondo driver non è di per sé sufficiente – ma è comunque necessario – per qualificare un prodotto come microfinanziario.

A differenza del microcredito, disciplinato dall’art. 111 del TUB, non esiste in Italia una normativa giuridica ad hoc per gli altri prodotti della microfinanza. Pertanto, gli intermediari fanno di volta in volta riferimento alla normativa relativa al comparto finanziario di appartenenza del prodotto (normativa sul leasing, sulle assicurazioni, ecc.). Peraltro, facendo riferimento alla normativa del microcredito, l’Ente sostiene che anche per i prodotti di microfinanza debbano essere previsti servizi di accompagnamento del destinatario finale, quali assistenza, monitoraggio, tutoraggio, formazione, informazione, ecc.

Il microcredito è uno strumento di “finanza etica”?

Il microcredito ha una forte valenza etica oltre che sociale ed economica:

  • perché rappresenta un'opportunità di sviluppo rispettoso delle persone e del territorio;
  • perché il finanziamento che viene concesso sostiene attività economiche socialmente orientate, in grado di attivare sul territorio dinamiche virtuose;
  • perché l'attenzione alla sostenibilità, e non l'esclusivo mirare alla massimizzazione del profitto, permette di sviluppare attività slegate da logiche speculative.

Temi centrali del microcredito sono quelli della sostenibilità delle iniziative, in un contesto di correttezza etica e di responsabilità sociale.

Il merito di credito dei cosiddetti “non bancabili” (imprese in fase di start up, persone in condizioni di bisogno, ecc.) risulta difficile da valutare e tendenzialmente al di fuori dei parametri "standard" degli intermediari finanziari. Dal primo contatto con l’aspirante imprenditore si sviluppa una serie di reciproci scambi informativi che orientano quest’ultimo sulla fattibilità del suo progetto e sulla corretta individuazione dei suoi bisogni finanziari e, al contempo, aiutano il finanziatore a raccogliere gli elementi utili ai fini della deliberazione sulla concessione del finanziamento. Una simile “intensità di relazione” consente al finanziatore di mitigare il rischio dell’operazione facendolo rientrare entro parametri di accettabilità.

La definizione di correttezza, sul piano economico/finanziario, è contemperata da principi di "correttezza etica" e di responsabilità sociale. La previsione di un tasso d’interesse a carico del destinatario finale, oltre ad aumentare il grado di sostenibilità del programma di microcredito, assume una valenza pedagogica, in quanto responsabilizza il soggetto richiedente e lo aiuta a sviluppare le competenze per un uso più consapevole del denaro. Il valore aggiunto del microcredito, infatti, è quello di permettere l’accesso a risorse finanziarie che sarebbero altrimenti precluse ma, allo stesso tempo, quello di far comprendere che il microcredito è un prestito che, in quanto tale, deve essere restituito.

Inoltre, per una persona che non ha una storia creditizia, l’accesso al microcredito può anche rappresentare il punto di partenza per avviare un vero e proprio percorso d’inclusione finanziaria verso i canali tradizionali del credito e, in questa direzione, l’assenza di un interesse a carico del destinatario potrebbe generare un effetto diverso da quello atteso, in quanto il soggetto interessato potrebbe essere indotto a considerare il prestito come una “donazione” o una “sovvenzione a fondo perduto” e, quindi, come una somma da non restituire. Questo rischierebbe, oltretutto, di portare un danno non solo alle finanze pubbliche - e quindi, indirettamente a tutti i cittadini - ma anche agli stessi destinatari che, qualora insolventi, sarebbero considerati definitivamente non affidabili dagli istituti finanziatori.

Qual è il mercato del microcredito in Italia?

Anche grazie all’attività di promozione svolta dall’Ente, negli ultimi anni il numero e l’ammontare dei microcrediti erogati in Italia ha fato registrare un notevole incremento, soprattutto per quanto riguarda il microcredito all’impresa, il cui volume di operazioni è cresciuto dai 37 milioni di euro del 2011 agli oltre 120 milioni del 2014, con un tasso di incremento annuo dell’80%. Al microcredito sociale sono stati destinati, in media circa 26 milioni di euro ogni anno.

L’Ente Nazionale per il Microcredito stima che nel 2014, in Italia, sono stati concessi circa 11.500 microcrediti con finalità imprenditoriali e sociali, per un ammontare complessivo di oltre 147 milioni di euro, da parte delle115 iniziative dallo stesso Ente monitorate.

A differenza del trend degli anni precedenti, quando si osservava una prevalenza di erogazioni con finalità sociale, nel 2014 sono aumentati i microcrediti con finalità produttiva, finalizzati a sostenere l’avvio o l’esercizio di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa. L’Ente stima che a questi ultimi sia stato destinato circa l’83% del totale dei prestiti e, nonostante ciò, l’offerta disponibile non è in grado di soddisfare le richieste che, nel caso del microcredito imprenditoriale, riescono a trovare una risposta solo nel 34,6% dei casi.

Questa tipologia di erogazione rappresenta un impulso alla creazione di nuove opportunità di lavoro: ciascun destinatario di microcredito produttivo sviluppa, infatti, un effetto leva di 2,43 occupati, vale a dire che per ogni microcredito concesso si dà origine a 2,43 posti di lavoro, compresi i percettori. Nel 2014 sono stati più di 13.800 i nuovi posti di lavoro, per un totale di oltre 34.000 occupati nell’intero quadriennio 2011-2014.

Con riferimento al 2014, è anche possibile distinguere le iniziative di microcredito in base ai soggetti promotori:

  • metà del volume complessivo delle operazioni è stato erogato a valere su iniziative di microcredito promosse dalle Regioni
  • il 37% a valere su quattro iniziative a carattere nazionale
  • il rimanente 12% da un «microcosmo» di 95 programmi a carattere locale.

i programmi di ambito nazionale hanno un peso rilevante a favore del microcredito sociale, sia in termini di numero di microcrediti concessi (42% del totale), sia di ammontare erogato (37% del totale). I progetti di microcredito delle Regioni, in costante aumento, rivestono invece un ruolo fondamentale per il microcredito produttivo. Si può dire che il maggiore stimolo all’evoluzione positiva del microcredito provenga soprattutto dagli Enti regione che, nel corso degli anni 2012-2014, hanno incrementato sia il numero sia le risorse erogate a favore di microimprenditori.

Per saperne di più:

http://www.cliclavoro.gov.it/Aziende/Finanziamenti/Pagine/Microcredito.aspx

Ente Nazionale per il Microcredito: “Il mercato del microcredito in Italia - Principali risultati del monitoraggio delle iniziative di microcredito in corso in Italia nel 2014”